Vertigini vestibolari: sintomi, diagnosi e fisioterapia

Pubblicato da Edoardo Balli il

Vertigini vestibolari: sintomi, diagnosi e fisioterapia

Le vertigini vestibolari sono una problematica che coinvolge circa il 30% della popolazione. Riguarda un sintomo, ovvero una sensazione soggettiva del paziente, non misurabile dall’esterno. 

La diagnosi, infatti, necessita di un’approfondita raccolta di informazioni riguardo le sensazioni del paziente e solo successivamente viene confermata l’ipotesi tramite test ed esami.

Come si generano le vertigini vestibolari

La parte più interna dell’orecchio contiene liquido linfatico che, a seconda dell’accelerazione e dei movimenti della testa, muove alcuni organi specifici chiamati cristalli i quali permettono di percepire lo spostamento. In condizioni normali, essi sono contenuti nel vestibolo ed il loro peso consente di percepire se siamo fermi o in movimento e la posizione della testa nello spazio.

Un complesso sistema di nervi percepisce i micromovimenti di questi cristalli.  Eventuali lesioni o disfunzioni dell’apparato produrranno un eccesso di stimoli che si tradurrà in vertigini. Infatti, la maggior parte dei pazienti racconta che il movimento della testa ha fatto cominciare la vertigine(solitamente girandosi nel letto o guardando in alto). Talvolta, in associazione, vengono riferiti sintomi uditivi (sentire meno i suoni o avere acufeni) e rigidità cervicale.

Sintomi delle vertigini vestibolari

sintomi vengono raccolti nei seguenti 4 macrogruppi:

  • Vertigini (definite come un’illusoria sensazione di movimento dell’ambiente che ci circonda, come vedere la stanza che gira o sentirsi in lavatrice; tipicamente sono sintomi del sistema vestibolare);
  • Presincope (sensazione di perdita di lucidità ed equilibrio che solitamente precede lo svenimento; in questo caso il sistema cardiovascolare è quello più probabilmente coinvolto);
  • Sbandamenti (sensazione di difficoltà nel mantenere l’equilibrio, legata spesso a disturbi sensoriali tra occhio, orecchio e rachide cervicale; sono più rari a causa di danni al sistema nervoso centrale);
  • Vertigine psicofisiologica (sensazione di perdita d’equilibrio, associata ad oppressione toracica e/o al sentirsi al di fuori del proprio corpo, spesso associata ad ansia ed attacchi di panico o disturbi psichiatrici).

In questo articolo andremo a parlare delle vertigini legate a disturbi vestibolari, ovvero dell’orecchio interno. Queste sono in assoluto le cause più frequenti di vertigini, comprendendo il 70% di tutti i casi.

Disturbi vestibolari più frequenti

Tra i disturbi più frequenti del sistema vestibolare abbiamo:

  • BPPV (Vertigine Parossistica Posizionale Benigna). Si intende lo spostamento dei cristalli nei canali circolari dell’orecchio. In queste posizioni, il movimento della testa attiva il nervo e comincia l’attacco di vertigine. La gestione è più semplice in quanto non c’è coinvolgimento del sistema nervoso centrale.
  • Ipofunzione vestibolare unilaterale. Di questa categoria fanno parte la labirintite, la sindrome di Ménière e la neurite vestibolare. La vertigine in questi casi è molto più acuta, rendendo necessario l’intervento medico, con tempi di risoluzione più lunghi e necessità di controlli.

Sintomi della BPPV

sintomi solitamente sono molto invalidanti, al punto che la maggior parte delle persone si reca al pronto soccorso o dal medico otorino come primo accesso.

Talvolta, alcuni pazienti, con sintomi più lievi o cronici, si recano in primo luogo dal Fisioterapista, il quale necessita di una formazione specifica in Riabilitazione Vestibolare per poter valutare attentamente il problema e decidere se cominciare il trattamento e/o riferire al medico.

Diagnosi

La diagnosi di problematiche legate all’apparato vestibolare sono a cura del medico specialista in otorinolaringoiatria. Essendo l’orecchio la causa più comune, ma non la più grave di sintomi vertiginosi, è fondamentale prima escludere altre condizioni che possono compromettere la salute del paziente. Tra queste, che racchiudono il 20% circa della casistica, ci sono:

  • disordini del sistema nervoso centrale;
  • le fratture cervicali o instabilità vertebrali;
  • le lesioni vascolari di collo/testa.

Per quanto riguarda la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, i principali fattori di rischiosono:

  • Sesso femminile;
  • Età compresa tra 50 e 70 anni;
  • Fumo per oltre 20 anni;
  • Trauma cranico;
  • Storia di caduta negli ultimi 12 mesi.

Per la BPPV, il test di riferimento è la manovra di Dix-Hallpike, una manovra provocativa (ovvero fa aumentare la vertigine). 

Se il test risulta positivo, il proseguimento della manovra permetterà di riposizionare i cristalliall’interno del vestibolo, eliminando i sintomi nell’arco di qualche giorno.

Ruolo del fisioterapista nelle vertigini

Le vertigini dovrebbero essere problematiche affrontate da un team medico multidisciplinare

L’otorino ha un ruolo primario nella diagnosi e nel trattamento iniziale, ma il paziente spesso riferisce disabilità nella vita quotidiana quando deve ruotare la testa o cambiare posizione.

La fisioterapia ha lo scopo di reintegrare la funzione vestibolare con la funzione visiva e propriocettiva del rachide cervicale. Questi tre sistemi lavorano sempre insieme e la riabilitazione è il modo più efficiente per non lasciare sintomi residui.

Un programma di esercizi sotto il controllo del fisioterapista permette di potenziare e rendere efficace il sistema vestibolare con tutte le sue connessioni con gli altri apparati.

Nei casi in cui il paziente si rivolga al fisioterapista per disturbi dell’equilibrio legati al rachide cervicale, è possibile che il sistema vestibolare sia coinvolto ed è possibile effettuare le manovre di riposizionamento dei cristalli (essendo manovre di terapia manuale).

Dott. Edoardo Balli Fisioterapista a Prato

[Fonte: DossierSalute.com]


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