Esercizio terapeutico per il dolore muscolo-scheletrico

Pubblicato da Edoardo Balli il

L’esercizio terapeutico è la sistematica e pianificata esecuzione di movimenti corporei ed attività fisiche intese a fornire al paziente i mezzi per:

  • Migliorare, ripristinare o favorire una funzione fisica;
  • Prevenire o ridurre fattori di rischio correlati alla salute;
  • Ottimizzare lo stato di salute generale, le buone condizioni e la sensazione di benessere.

Esercizio terapeutico: prevenzione e cura dal movimento

Nell’era moderna, del resto, il concetto che il movimento sia salutare si sta ampiamente diffondendo non solo in ambito medico, ma anche in un’ottica di benessere fisico tra la popolazione.

Viene, infatti proposto, sia con finalità di prevenzione che di cura per problematiche fisiche, tra cui esiti di interventi chirurgici o incidenti, disordini muscolo-scheletrici e tutta la gamma di disabilità legate al dolore cronico.

Funzionalità fisica contributo all’indipendenza

La capacità di essere indipendenti a casa, a lavoro, all’interno della comunità e durante le attività ricreative e sportive dipende dalla funzionalità fisica, oltre che da quella psicologica e sociale.

Un organismo, per poter esprimere al meglio la propria funzione, necessita di alcuni aspetti che devono essere in equilibrio tra loro. Essi sono:

  • Flessibilità e mobilità (capacità delle varie strutture muscolo-scheletriche di muoversi liberamente, senza restrizioni);
  • Performance muscolare (racchiude le capacità contrattili della muscolatura in grado di generare forza, potenza e resistenza);
  • Controllo motorio (si intende l’interazione degli stimoli neuromuscolari e sensoriali in grado di generare una risposta motoria efficiente. Ciò mette in relazione la propria posizione corporea, la base d’appoggio su cui siamo in equilibrio ed il gesto motorio richiesto.);
  • Funzione cardiopolmonare (l’abilità ad eseguire movimenti di tutto il corpo in maniera ripetitiva, come camminare, nuotare, andare in bicicletta, per un certo periodo di tempo).

In assenza di patologia strutturale o trauma diretto (ad esempio incidente stradale o intervento chirurgico) il sistema motorio genera dolore e/o rigidità quando perde equilibrio tra queste funzioni. 

Un corpo non allenato sarà meno resistente all’impegno fisico richiesto durante la giornata andando facilmente in sovraccarico, dato che la maggior parte delle persone ripete quotidianamente gli stessi movimenti e posizioni per lavoro o studio.

Esercizio terapeutico: lo stress meccanico

Tutti i tessuti che costituiscono il sistema muscolo-scheletrico (vasi sanguigni compresi) sono innervati e ricettivi agli stimoli dolorifici. 

Lo stress meccanico su queste strutture, come ad esempio l’allungamento sostenuto di un tendine o la compressione di un’articolazione, crea uno stimolo che provoca dolore, in assenza di una reazione infiammatoria.

Non è un problema patologico, ma meccanico perché non sono presenti i segni di un’infiammazione acuta (rossore, gonfiore, dolore, calore e limitazione funzionale).

 Infatti, molti disordini muscolo-scheletrici non rispondono all’utilizzo di farmaci antiinfiammatori o tendono a riacutizzarsi dopo il classico ciclo di 5-6 giorni.

Modificando lo stress sulla struttura sensibile al dolore, viene eliminato lo stimolo dolorifico.

Se gli stress meccanici eccedono la capacità di sostegno dei tessuti, questi sono sottoposti a superlavoro e tendono a generare dolore, che può presentarsi ciclicamente con fasi acute.

Esercizio terapeutico: lo scarso sostegno muscolare dei muscoli del tronco

Per mantenere una postura efficiente è necessario una minima attività muscolare. Se, però, il rilassamento muscolare diventa eccessivo, le curve fisiologiche della colonna vertebrale aumentano e la posizione viene mantenuta esclusivamente dalle strutture non contrattili (ossa, legamenti, articolazioni) che possono diventare fonte di dolore.

Il perdurare nel tempo di queste condizioni creerà un adattamento delle strutture muscolari e fasciali.

I muscoli che sono abitualmente tenuti in una posizione allungata tendono ad indebolirsi, mentre quelli che solitamente stanno in una posizione accorciata sono molto forti esclusivamente in quella posizione, ma una volta che il muscolo necessita di allungarsi essa viene persa.

Esercizio terapeutico: la resistenza muscolare

La resistenza muscolare è un fattore necessario per mantenere il controllo posturale. Le posture prolungate richiedono adattamenti piccoli e continui dei muscoli stabilizzatori per sostenere la colonna contro la gravità e le oscillazioni.

Movimenti ripetitivi richiedono anche l’attivazione di altri muscoli per rispondere e controllare il movimento. In entrambi i casi, mentre i muscoli si affaticano, la meccanica del movimento si modifica andando sempre più spesso e velocemente a chiedere aiuto alle strutture rigide.

Siamo nella condizione in cui lo stress meccanico eccede le capacità di resistenza dell’apparato muscolare. Questo spesso accade tutti i giorni per periodi prolungati. Questo tipo di disfunzioni creano dolore in un numero molto più alto rispetto ad incidenti e traumi.

Basti pensare che almeno l’85% di tutti i mal di schiena sembra essere dovuto a questo processo. La corretta e costante attività fisica sembra essere il fattore protettivo più efficace per la prevenzione del dolore muscolo-scheletrico.

Trattamento

La gestione del dolore muscolo-scheletrico è il principale campo d’interesse del fisioterapistaspecializzato. La terapia manuale risulta essere una delle strategie terapeutiche più efficaci per modificare gli stress meccanici sopra descritti sulle specifiche strutture.

Se la capacità di sostegno dei tessuti però non viene incrementata, questi processi con molta probabilità continueranno a presentarsi.

Ciò non porta solamente la persona ad aver bisogno di cure pressoché periodiche, ma la predispone all’insorgenza di lesioni o danni strutturali col passare del tempo.

Esercizio terapeutico anche quando il dolore è scomparso

Considerare concluso un percorso terapeutico basandosi esclusivamente sulla scomparsa del dolore, tramite un approccio prettamente manuale, risulta molto riduttivo per la salute delle persone. 

Alla luce delle attuali evidenze scientifiche è necessario sempre includere l’esercizio all’interno della terapia di profilassi.

Allo stesso tempo è necessario che la persona sia parte attiva del processo di guarigione, non solo effettuando gli esercizi consigliati, ma anche decidendo di avere e mantenere un stile di vitasalutare.

Dott. Edoardo Balli Fisioterapista a Prato

[Fonte: DossierSalute.com]


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