Disordini temporo-mandibolari (DTM): sintomi che non colleghiamo allamandibola

Dolore facciale, click quando si apre la bocca, acufeni, mal di testa ricorrente: sono tutti sintomi
che raramente vengono collegati spontaneamente alla mandibola, ma che possono nascondere un
disordine temporo-mandibolare, una condizione più diffusa di quanto si pensi e spesso trattabile
con la fisioterapia.
In sintesi
- I disordini temporo-mandibolari (DTM) coinvolgono i muscoli masticatori e/o l’articolazione
temporo-mandibolare (ATM). - I sintomi includono dolore orofacciale, click o rumori articolari, mal di testa, dolore
cervicale e acufeni. - La classificazione DC/TMD distingue disordini dolorosi muscolari e/o articolari da disordini
intra-articolari come la dislocazione del disco o l’osteoartrosi. - Il trattamento privilegia approcci conservativi e reversibili: fisioterapia, placche occlusali,
terapia cognitivo-comportamentale. - La terapia manuale articolare aiuta a recuperare il movimento e a riequilibrare la funzione
delle due articolazioni mandibolari.
Cosa sono i disordini temporo-mandibolari e quali sintomi comportano
I disordini temporo-mandibolari, comunemente indicati con l’acronimo DTM, sono un insieme di condizioni a eziologia multifattoriale che coinvolgono i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare o entrambe le strutture, spesso insieme ai tessuti a esse correlati. La classificazione di riferimento oggi più utilizzata a livello internazionale, i Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders, distingue tra disordini di natura dolorosa, legati a una
disfunzione della muscolatura masticatoria e/o dell’articolazione, e disordini articolari veri e propri, come la dislocazione del disco articolare, che altera il normale scorrimento dell’articolazione, o l’osteoartrosi dell’articolazione temporo-mandibolare, una condizione degenerativa che ne compromette progressivamente la funzione. Tra i fattori che possono contribuire all’insorgenza di un DTM rientrano il bruxismo notturno e diurno, posture mantenute a lungo, traumi diretti alla mandibola e, non di rado, un carico di stress psicofisico prolungato nel tempo.
Ciò che rende i DTM particolarmente insidiosi da riconoscere è la varietà e l’apparente scollegamento dei sintomi con cui si manifestano: oltre al dolore in area orofacciale durante la masticazione o altre attività, ai click o scrosci articolari percepiti aprendo o chiudendo la bocca, e alla rigidità mandibolare, molti pazienti riferiscono mal di testa ricorrente, dolore al collo, e persino acufeni o una sensazione di orecchio “pieno”, sintomi che raramente vengono
spontaneamente ricondotti dal paziente a un problema della mandibola, ritardando così una diagnosi corretta anche per mesi o anni. Non è raro che, prima di arrivare a una diagnosi corretta, il paziente si sia già rivolto a diversi specialisti diversi dal fisioterapista o dal gnatologo, senza ottenere una risposta chiara sull’origine reale dei propri sintomi.
Come si arriva a una diagnosi accurata e quali sono le opzioni di trattamento
I criteri diagnostici basati sull’evidenza scientifica, oggi ampiamente validati e utilizzati a livello
internazionale, permettono di inquadrare in modo chiaro, strutturato e sicuro i principali
disordini temporo-mandibolari, distinguendo con precisione le diverse forme cliniche attraverso
un esame obiettivo mirato che valuta l’apertura della bocca, la presenza di rumori articolari, la
dolorabilità dei muscoli masticatori alla palpazione e la qualità del movimento mandibolare
durante i diversi gesti funzionali. Questo approccio valutativo consente inoltre di distinguere i
DTM da altre condizioni che possono generare sintomi simili, come alcune forme di nevralgia
facciale o patologie dentali, riducendo il rischio di trattamenti non appropriati.
Una volta definita la diagnosi, il trattamento dei DTM avviene nella maggioranza dei casi
attraverso approcci conservativi e reversibili, privilegiati rispetto a soluzioni più invasive: tra
questi rientrano le placche occlusali, dispositivi realizzati su misura che riducono il carico
sull’articolazione durante il sonno, la fisioterapia mirata alla componente muscolare e articolare
del disturbo, l’eventuale farmacoterapia per la gestione del dolore nella fase più acuta, e la
terapia cognitivo-comportamentale, particolarmente utile quando una componente di stress o
ansia contribuisce al mantenimento della sintomatologia nel tempo. La terapia manuale
articolare, in particolare, consente di lavorare direttamente sull’articolazione temporo-
mandibolare per recuperare il movimento eventualmente perso e per ristabilire il maggior
equilibrio funzionale possibile tra le due articolazioni, spesso coinvolte in modo asimmetrico nel
quadro disfunzionale, mentre un programma di esercizi specifici per la muscolatura masticatoria
e cervicale, svolto con costanza a domicilio, ne consolida i risultati nel tempo.
Cosa cambia per il paziente e perché riconoscere i sintomi in tempo conta
Per chi convive da tempo con sintomi apparentemente scollegati tra loro, come mal di testa
ricorrente, acufeni intermittenti o dolore cervicale, senza aver mai considerato un possibile
coinvolgimento della mandibola, comprendere questa connessione rappresenta spesso un
momento di svolta nel proprio percorso diagnostico, dopo magari numerosi accertamenti
specialistici in altri ambiti che non hanno individuato una causa chiara del disturbo. Il Dott.
Edoardo Balli, fisioterapista OMPT a Prato con particolare esperienza nei disturbi cranio-cervico-
mandibolari, sottolinea come una valutazione integrata che consideri contemporaneamente
rachide cervicale e articolazione temporo-mandibolare sia spesso indispensabile per
comprendere appieno l’origine di sintomi apparentemente non correlati, poiché le due regioni
anatomiche sono strettamente interconnesse dal punto di vista anatomico e
neurologico.
Un percorso terapeutico che integri la valutazione fisioterapica specialistica con, quando
necessario, il contributo di altre figure professionali come il gnatologo o l’odontoiatra, permette
nella maggior parte dei casi di ottenere un miglioramento significativo della sintomatologia,
restituendo al paziente una migliore qualità di vita quotidiana senza dover convivere
indefinitamente con sintomi mal interpretati e, di conseguenza, mal gestiti nel tempo.
FAQ
I disordini temporo-mandibolari causano solo dolore alla mandibola? No, possono
manifestarsi anche con mal di testa, dolore cervicale, acufeni e sensazione di orecchio pieno.
Cosa sono i criteri DC/TMD? Criteri diagnostici internazionali che distinguono disordini
muscolari da disordini articolari dell’ATM.
Serve sempre un dispositivo occlusale per i DTM? Non sempre; la scelta del trattamento
dipende dal tipo di disordine e va valutata caso per caso.
La fisioterapia è efficace per i DTM? Sì, la terapia manuale articolare aiuta a recuperare il
movimento e a riequilibrare la funzione delle due articolazioni.
Quando sospettare un DTM in presenza di mal di testa? Quando si associano click
mandibolari, dolore alla masticazione o rigidità mandibolare, anche lievi.